Crocchio Goliardi Spensierati

Breve storia del Crocchio Goliardi Spensierati dell’Università di Pisa (C.G.S.)
Il teatro studentesco pisano vide i propri natali col “grande ballo universitario” KROTOKRON (1889) e, pochi anni dopo, l'immortale parodia "Francesca da Rimini" (1893) segnò il battesimo ufficiale di questa forma artistica che rappresenta ancora oggi una delle più genuine esternazioni della pisanità. Nel 1921 un ristretto cenacolo di appassionati cultori, nonchè geniali goliardi, decise di costituire un gruppo stabile di studenti-interpreti per dare un impulso duraturo alla comune passione. Così nacque il C.G.S. (Crocchio Goliardi Spensierati) che riuscì in breve tempo e con pochissimi mezzi materiali, ma con notevoli potenzialità organizzative ed artistiche, a rendere il teatro goliardico pisano celebre in Toscana e apprezzato in tutta la penisola. Ciò anche per merito di figure ormai passate alla storia come Beppe del Genovese, Giulio Pinori ed Aldo Potestà, che al teatro goliardico dedicarono la vita, trasmettendo l'entusiasmo e il "mestiere" alle generazioni che li ebbero come maestri. Ricostituito nel dopoguerra ad opera di fertili menti (quali Guido Gelli, Gino Cuneo, Aldo Bigalli, Bruno Bardi, Vito Merlini e molti altri) il C.G.S. riprese a calcare le scene con operette nuove e travolgenti (ricordiamo "Nerone", "Boccaccio", "Operazione Troia"). Ed è proprio grazie ai protagonisti di quegli anni ed alla riproposizione di "vecchie" operette avvenuta negli anni '90 che alcuni studenti si sono innamorati di questo modo di fare teatro ed hanno raccolto volentieri l'eredità culturale che il C.G.S. rappresenta, per assicurare lunga vita all'operetta goliardica. Il “nuovo” Crocchio, irrobustito dalla presenza di studenti e neolaureati, ha così avuto modo di mettere in scena, del tutto rinnovate, parodie quali “Francesca da Rimini”, “Nerone”, “La Traviata”. In particolare, merita una menzione la grandiosa Traviata rappresentata al teatro Verdi di Pisa nell’Aprile 2005, che con due serate di “tutto esaurito” ha consentito di costituire, tramite l’Ass. Sante Malatesta di Pisa, ben 9 borse in favore di studenti stranieri bisognosi dell’Ateneo pisano. All’attività teatrale il C.G.S. accompagna l’impegno nella diffusione della cultura vernacola e goliardica in genere, attraverso la pubblicazione di numeri unici, contributi regolari in riviste del settore (quali “Er Tramme” e “Il Rintocco del Campano”), lezioni nelle scuole superiori, serate di lettura e cultura pisana.
Il teatro goliardico pisano
Pisa, città universitaria, sin dalla notte dei tempi ha ospitato la baraonda goliardica, nelle sue diverse manifestazioni a seconda del momento storico. Il teatro goliardico, nato ufficialmente alla fine del 1800, rappresenta al meglio la spensieratezza ed il gusto per lo scherzo che hanno sempre caratterizzato le migliori iniziative goliardiche. La tradizione teatrale goliardica radicata a Pisa, che ha conosciuto in passato veri momenti di splendore, ha acquisito col tempo delle caratteristiche sue proprie che ne costituiscono i tratti salienti, che così possiamo succintamente schematizzare:
a) innanzitutto la lingua utilizzata, quel vernacolo pisano espressione della voce sincera del popolo che, messo in bocca a personaggi austeri come Francesca da Rimini, Nerone o Desdemona, è fonte di ineguagliabile ilarità per chi ascolta.
b) la lettura forzatamente straniata della normale prospettiva teatrale, con abbondanza di situazioni e dialoghi surreali al limite dell'assurdo.
c) i ruoli femminili interpretati da uomini, che si giustificano (ed anzi appaiono "normali") nell'ottica dell'accennato straniamento della prospettiva teatrale classica.
d) i continui riferimenti all'attualità, ridicolmente contestualizzati nell'epoca della commedia (medioevo, impero romano, belle epoque etc.).
e) il copione utilizzato, che è di solito la parodia di un testo famoso e drammatico (ad es. Pia de' Tolomei, Giulietta e Romeo etc.).
f) il genere di battute, che lungi dall'essere triviali o sciocche, cercano di esprimere lo spirito beffardo e irriverente tipico del popolo toscano e pisano in particolare.
Bibliografia
Sul Teatro goliardico è stato scritto molto, ed a chi voglia documentarsi consigliamo la lettura dei molti interventi sul tema apparsi - oltre che sui quotidiani locali (di difficile reperibilità) - su riviste di cultura pisana come "Il Rintocco del Campano" (quadrimestrale dell'A.L.A.P., Associazione Laureati Ateneo Pisano) e "Er Tramme" (trimestrale di vernacolo pisano e delle tradizioni popolari), edito dalla Bandecchi e Vivaldi di Pontedera. Alcuni scritti sono accessibili sul sito web del Crocchio www.crocchio.it. Si raccomanda, infine, la lettura dell'unico saggio ad oggi pubblicato sull'argomento: "Siamo un crocchio di bravi ragazzi. Il teatro goliardico pisano", a cura di Giorgio Casini (Il Portone, 1994), testo ancora reperibile in un numero limitato di copie.
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